CD Omaggio a Tito Schipa
Una “strenna” nel nome di Tito Schipa. E’ quella che offre ad un prezzo eccezionale il Nuovo Quotidiano di Puglia che distribuisce il cd “Omaggio a Tito Schipa – Five Italian Tenors in Concert” a soli 5 euro più il costo del giornale.
Il cd riproduce la serata inaugurale, lo scorso 11 giugno nel gremito atrio di Palazzo dei Celestini, della rassegna dei concerti estivi dell’Orchestra Sinfonica della Fondazione Ico “Schipa” di Lecce. Diretti da Marcello Panni, direttore artistico e principale della stessa orchestra, cinque tenori tra i più talentuosi della nuova generazione cantano i cavalli di battaglia di Schipa: Aldo Caputo, Francesco Marsiglia, Andrea Carè, Alessandro Liberatore e Giuseppe Talamo (il disco è prodotto dalla Fondazione Ico e da Bongiovanni editore con il contributo della Banca Popolare Pugliese).
Tanti i motivi per acquistare il cd nel cui libretto c’è anche la nota introduttiva di Gianni Carluccio, responsabile dell’Archivio “Schipa”. Innanzi tutto perché rappresenta l’omaggio al personaggio leccese più famoso nel mondo. Con questo lavoro viene peraltro valorizzato il grande impegno sul territorio dell’Orchestra sinfonica “Tito Schipa”, la cui attività è ormai ultra trentennale.
E poi le arie e le sinfonie contenute sono tra i brani più popolari del repertorio con il cameo di due celebri canzoni napoletane, “Passione” e “Torna a Surriento”, cantate rispettivamente a due e a tre voci. Si inizia con “Il Barbiere di Siviglia”, il capolavoro di Rossini presente con la Sinfonia iniziale e l’aria “Ecco ridente in cielo” affidata all’interpretazione di Aldo Caputo.
Terzo brano “Dalla sua pace” dal “Don Giovanni” di Mozart, protagonista Francesco Marsiglia. Giuseppe Talamo canta invece “Che gelida manina” dalla “Bohème” di Puccini. Quello di Alfredo è stato uno ruoli preferiti da Schipa, che proprio con “Traviata” debuttò a Vercelli il 4 febbraio 1909. Una serata particolare che finì con un discreto successo per il ventenne tenore nonostante un pubblico notevolmente rumoroso a causa della pioggia di semi di zucca masticati che piovevano da sopra invadendo anche la scena. Quanto al soprano, ricordò più tardi lo stesso Schipa, «Al famoso “Amami Alfredo!” mi sentii travolto da una tale inondazione di rotondeggianti grazie, da somigliare assai da vicino al tenero Edelweiss sotto lo scroscio della valanga…».
Sono due i brani del capolavoro verdiano presenti nella compilation, il Preludio del primo atto e l’aria “De miei bollenti spiriti” affidata alla voce di Andrea Carè. Alessandro Liberatore esegue invece “Pourquoi me réveiller” dal “Werther” di Massenet, forse il ruolo eponimo della straordinaria carriera schipiana.
C’è spazio poi per “Questa o quella” dal “Rigoletto”, “En ferment les yeux” dalla “Manon” di Massenet, l’Intermezzo dall’altra celebre “Manon”, quella di Puccini, il genio di Lucca che compare ancora con “Addio fiorito asil” dalla “Madama Buterfly.
Aldo Caputa affronta il ruolo di Nemorino dall’“Elisir d’amore”, la cui bellissima romanza “Una furtiva lacrima” era un’altra delle preferite di Schipa. Il programma operistico si chiude infine con due brani della “Tosca”, il Preludio al terzo atto e l’aria “E lucevan le stelle”.
Un disco che esce in concomitanza con il quarantaquattresimo anniversario della morte di Schipa, scomparso 16 dicembre 1965 a New York, ma la cui fama in Italia e nel mondo non è mai tramontata, come testimoniò pochi anni fa il concorso lanciato da Radio Tre che proclamò il tenore leccese e Maria Callas le due “voci” del Novecento. Una gara che vide scendere in campo 64 personaggi, tra attori, registi, poeti, letterati, cantanti di musica leggera e lirica. Una sfida avvincente e appassionata e nella finalissima Schipa cedette cavallerescamente il passo alla Callas ma con una distanza che, misurata con il metro del gradimento degli ascoltatori di Radio Tre, seppe più di rispetto per la “divina” che non di sconfitta per Schipa, il più grande tenore di grazia del ‘900 e per gli italiani “il tenore del secolo”.
di ERALDO MARTUCCI
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