POLITEAMA GRECO DI LECCE: FRA PASSATO E PRESENTE

di Eraldo Martucci

In origine fu il "Politeama Principe di Napoli"...

Il Teatro Politeama Greco di Lecce può ospitare circa 1000 posti e la ragione per la quale fu edificato va ricercata proprio nell’esigenza di ospitare un numero rilevante di persone, data la capienza limitata del contenitore ad esso precedente.
Il primo teatro di Lecce, infatti, fu inaugurato il 4 novembre 1760 con il nome di Teatro Nuovo. In quell’occasione fu eseguito il lavoro “Le gelosie” di Niccolò Piccinni. Ma era piccolo per contenere il numero sempre crescente degli spettatori, e così dieci anni dopo, su modifica dell’ingegnere Bernardino Bernardini, fu ampliato e chiamato Teatro S. Giusto in onore del Santo, la cui casa era addossata a quei locali.
Nel 1867 il teatro fu acquistato dal Comune, che, con il contributo dell’Amministrazione Provinciale, decise di ricostruirlo in pietra. Sorse così l’attuale teatro Paisiello che venne inaugurato nel dicembre 1870 con “Il ballo in maschera” di Giuseppe Verdi.
Anche in questo caso le esigenze di un pubblico sempre più numeroso contrastavano con la piccola capienza del contenitore e così, su iniziativa del costruttore Donato Greco, in appena un anno, fu eretto l’attuale Politeama, la cui edificazione, ricorda Renzo D’Andrea nel suo libro “Vita musicale a Lecce e nel Salento”, avvenne in due tempi. All’inizio fu costruito in legno e zinco e comprendeva la sola parte corrispondente oggi alla platea, mentre la parte anteriore era scoperta e sistemata a giardinetto pubblico con una fontana al centro che mandava il suo getto fino a cinque metri d’altezza. Per entrare in platea bisognava attraversare il giardinetto, mentre l’ingresso ai palchi era dall’esterno, con la scala che oggi porta al loggione.
Con il nome di “Politeama Principe di Napoli”, fu inaugurato il 15 novembre 1884 con la rappresentazione di “Aida” diventando, dopo il San Carlo di Napoli, il secondo teatro del Meridione. A quella stagione ne seguirono altre di lirica, operetta, prosa e balletto.

Nel segno di Tito Schipa

Nel 1913 furono eseguiti i primi importanti lavori di ristrutturazione in pietra. Il sipario ed il soffitto, con figure allegoriche ed i medaglioni dei maggiori musicisti del tempo e del secolo precedente, furono eseguiti dal pittore Carmine Palmieri. Fu anche distrutto il giardinetto per dare luogo all’attuale foyer che per alcuni anni funzionò anche da sala per spettacoli di varietà. Fu in quell’occasione che il teatro venne intitolato a “Donato Greco”.
Grandi artisti continuarono a calcare quel palcoscenico e, tra questi, un giovanissimo Tito Schipa: vi cantò per la prima volta nel 1910 e apparve per l’ultima sua opera completa interpretata a Lecce, “L’elisir d’amore”, nell’ottobre 1954. Ma Tito Schipa non ha solo fatto ascoltare al pubblico salentino la sua ineguagliata arte canora. “Regalò” anche una stagione lirica memorabile nella primavera del 1926, finanziando pure una nuova ristrutturazione del teatro con la creazione, tra l’altro, del golfo mistico per l’orchestra e con la sostituzione delle vecchie poltrone con altre più moderne e funzionali. Con la sua direzione artistica in quell’anno, i leccesi ascoltarono “Lucia di Lammermoor” ed “Il barbiere di Siviglia”, interpretate dallo stesso Schipa, ed un’opera inedita come “L’amore dei tre” di Italo Montemezzi. Non a caso, a conclusione di quella stagione, nel foyer del Politeama, fu scoperta una lapide in marmo dello scultore Luigi Guacci con le parole “A Tito Schipa i concittadini per l’arte sua divina – Primavera MCMXXVI”.

Le prestigiose direzioni artistiche: da Vitale a Zigante, passando per la Ricciarelli

Altri lavori furono eseguiti nel 1935, finanziati in grande parte dallo stesso tenore. Morto Donato Greco e scomparsi successivamente tutti gli eredi, il teatro fu ceduto all’avvocato galatinese Giuseppe Greco, solo omonimo di Donato, i cui discendenti, ancora oggi, conservano la proprietà e la maggioranza delle quote azionarie. Il Teatro Politeama Greco è oggi gestito dalla Fondazione ICO “Tito Schipa”, che vi organizza, insieme alla Provincia di Lecce, la Stagione Lirica – ogni anno fra gennaio e marzo – e la Stagione Sinfonica dell’Orchestra della Fondazione stessa, che è una delle 13 ICO riconosciute dallo Stato.
Negli anni, alla direzione artistica della Stagione Lirica, si sono alternati grandi nomi del panorama musicale. Di Tito Schipa si è già detto ma bisogna aggiungere che, negli anni Cinquanta, iniziò l’era di Carlo Vitale, l’indimenticabile musicista barese che divenne salentino d’adozione. Nel predisporre i programmi artistici del Petruzzelli e del Politeama Greco, sulla base di una elaborazione comune protrattasi fino al 1979, Vitale farà nascere quello che fu definito il “ponte” Bari-Lecce. Opere del grande repertorio ma anche non poche novità, sempre con la presenza di grandi cantanti, come, per esempio, Magda Olivero che fece conoscere al pubblico salentino l’opera “La guerra” di Renzo Rossellini.
Dal 1980 e fino alla sua morte, nel 1989, Vitale dedicò tutte le sue energie alla vita musicale leccese, sempre con grandi risultati. Gli stessi che raggiunse in seguito anche la direzione artistica di Katia Ricciarelli che si occupò della Lirica leccese dal 1998 al 2004.
Attualmente, la Stagione Lirica, che ha festeggiato nel 2009 la 40a edizione, è diretta da Filippo Zigante, mentre quella Sinfonica da Marcello Panni.

Non solo lirica e sinfonica...

Nelle date in cui il teatro non ospita recite e concerti, è sede di spettacoli di prosa e di musica leggera. Tanti i nomi del panorama artistico italiano che si sono esibiti al Politeama. Nell’autunno del 2008, per volontà della Fondazione ICO, il Foyer del Politeama Greco è divenuto spazio di eventi e, periodicamente, ospita brevi rassegne, presentazioni di libri, convegni, conferenze e sfilate.
 


    In evidenza

    Stagione Lirica